18 e 21 febbraio
Mercoledì 18 febbraio
Buongiorno! Bella domenica (quella appena trascorsa) e bella serata quella di ieri.
Ve le racconto, così, oltre a farvi partecipi di due bei momenti appena passati da poco, per una volta non faccio polemiche.
Domenica pranzo con Rosanna ed Ettore al ristorante Touring di Piazza Cavour. Un locale storico nel cuore di Como, sull’angolo destro – dando le spalle alla piazza – aperto sul lungo lago. Uno spettacolo per gli occhi perché da questa prospettiva lo sguardo abbraccia il golfo cittadino e, in una bella giornata com’era domenica, può spaziare lontano lasciando intravedere le sponde fino a Villa d’Este sul lato destro e Villa Geno su quello sinistro (sempre dando le spalle alla piazza), ma anche oltre, così da lasciar immaginare la bellezza del lago fino al Ponte del Passo o all’intersezione con il ramo di Lecco.
Una gioia per il palato, invece, il menù: antipasto con un prosciutto crudo celestiale, direi, accompagnato da altre prelibatezze e a seguire risotto con il pesce persico; cosa di più lacustre e tipico avremmo potuto scegliere? Cucinato alla perfezione! Il tutto innaffiato da un Lugana spettacolare e gustato in una location accogliente e raffinata, cassa di risonanza per le sensazioni olfattive: insomma mangiar bene in un luogo bello, accolti dalla cordiale professionalità dei proprietari Claudio e Lorenzo con il loro staff.
E in ottima compagnia con i nostri amici.
All’uscita bagno di folla. Toccato con mano (anzi con tutto il corpo perché è stata una full immersion) l’over tourism. La fiumana di gente era così trascinante da non poter andare controcorrente senza sgomitare e la visuale del lago, di cui parlavo prima, era completamente ostruita dalla massa di gente. Del tipo: se non sei attaccato alla ringhiera….non vedi il lago. Un po’ troppo così! Ovviamente parcheggio impossibile; noi avevamo parcheggiato prima di pranzo e nessun problema, ma chi sperava di farsi due passi a piedi nel pomeriggio dopo aver posteggiato l’auto beh, mi sa che non tutti ce l’hanno fatta!
Martedì sera invece pizza con i partecipanti al corso di inglese che seguo a Unicagnola; insegnante e compagni (9, Raffaella non è riuscita a venire), un gran bel gruppo! La maggior parte di noi si conosce, per modo di dire, da pochi mesi eppure è stata una serata come tra amici di vecchia data. Badate di proposito ho detto “amici di vecchia data” e non “vecchi amici” perché in realtà siamo ancora tutti ragazzi e ragazze, l’importante è esserlo nello spirito….e noi lo siamo!
Dicevo che ci si conosce da poco, ma anche meno. Nel senso che si entra in aula al giovedì mattina per un’ora e mezza e, calcolando che si danno le spalle a chi sta nei banchi dietro e che ogni volta – o quasi – qualcuno manca, difficile associare un viso a un nome e ok, c’è un Claudio piuttosto che un Marco, una Marina piuttosto che una Paola e via discorrendo, ma insomma sapere con esattezza “chi è chi” non era così scontato. Ora non più; da martedì sera siamo volti e nomi conosciuti gli/le uni/e agli/alle altri/e. Che bello! Ora siamo davvero compagni di scuola (pardon: di università). E poi c’è Mariolina, la nostra insegnante, la quale oltre alle competenze linguistiche che possiede e ci trasmette, ci ha dato due concetti fondamentali per apprendere una lingua straniera; uno è: pensare in inglese e non fare mentalmente la traduzione dall’italiano di quel che dobbiamo dire; il secondo – che riguarda più la comprensione – è: cogliere le parole principali della frase che ci stanno dicendo e non pretendere di comprendere la frase in tutte le sue sfumature perché se no alla terza parola ci siamo persi tutto il resto.
Infine: ascoltare, ascoltare, ascoltare, pensare in inglese cose di ordinaria quotidianità, leggere, leggere, leggere e imparare a cogliere da soli gli errori perché nel ripetere si arriva a “sentire” quello che non “gira”, quello che “stride”, quello che non è “musicalmente” corretto.
Detto questo aggiungo che anche questa volta ho cominciato a scrivere il 18 e finisco oggi che è il 21 di febbraio; non so, non ho mai tutto questo tempo. Comincio, poi qualcos’altro da fare che non posso rinviare, mi interrompo e ricomincio. Vorrei non succedesse più.
Comunque adesso chiudo questo breve articoletto perché oggi, vigilia di partenza, è una giornata piena. Ci risentiamo da Roma, lo prometto. E vorrei anche fare un “reportage sulla città eterna”, dato che la conosco abbastanza bene e un bel po’ di foto e curiosità le ho da raccontare; inoltre anche un po’ per farmi perdonare per aver detto che non la amo troppo. Finisco il servizio sul Forte di Bard e attacco con Roma. Prometto anche questo.
Buon fine settimana a tutti.
