9 e 12 febbraio
Lunedì 9 febbraio
Tornata da una settimana, mi sto godendo casa. Avrei voluto riprendere da subito il filo del discorso, ma i primi due giorni sono stati belli tosti e, rimanda rimanda, sono arrivata a oggi. Tra l’altro non è che sia proprio in gran forma; la labirintite (Sindrome di Menière), che è mia compagna di viaggio da anni, ogni tanto sente la mia mancanza e viene a trovarmi; si è annunciata il giorno prima della mia andata a Roma (come vi dicevo) e le ho dato subito il benvenuto con il Microser, il farmaco che ho sempre nell’armadietto dei medicinali e che, non appena capisco che l’amica sta arrivando, assumo. Però stavolta, nonostante lo stia assumendo da più di 15 giorni, non passa del tutto. Vabbè, passerà. Ma è fastidiosa.
Ho molte cose da dire, anzi, avrei molte cose da dire, ma devo prendere l’abitudine di appuntarmi gli argomenti di cui voglio parlare perché poi me ne dimentico. Ahimè! Poi pian piano tornano….almeno spero. Ci provo.
La prima cosa che mi viene in mente riguarda Roma; torno un attimo sul fatto che io non la amo, ma a parziale scusa di questa affermazione vorrei fare una precisazione. Mi sa che non la amo perché non ci vado in veste di turista e, nello stesso tempo, non ci abito; voglio dire: quando sono a Roma non sono a casa mia. Perciò dipende da me, da come imposto le mie giornate romane. La prossima volta farò un po’ anche la turista, nei momenti senza Rita farò in modo di vedere almeno una mostra o un museo o per perdermi nelle vie dello shopping ecc.ecc.ecc. e son convinta che Roma mi piacerà di più.
Tra l’altro nei paraggi di Ottaviano ho scoperto un fantastico negozietto di bigiotteria esclusivista di “Vesto pazzo”. Conoscete il brand? Io conoscevo già il marchio ma in questo negozio c’è praticamente tutto il catalogo. Una festa per gli occhi e i prezzi sono contenuti. Chiara mi ha regalato un anello, ma ho già in mente cosa comperarmi in una prossima incursione. Un tempo acquistavo più cose in una volta sola; poi ho fatto mio un “modus comperandi” diverso: un acquisto oggi, uno in altra occasione, meglio darsi la possibilità di comperare in momenti diversi, magari quando si è un pochino giù e, si sa, un piccolo shopping aiuta! Così non compero mai più di una/due cose al massimo, preferisco ritornare; inoltre coltivare il desiderio è cosa che rende poi il possesso ancora più bello.
Un po’ come succede per gli avvenimenti: l’aspettativa è quasi meglio dell’avvenimento stesso, anche se non bisogna esagerare con l’immaginazione per non restare delusi qualora vada storto qualche cosa.
Sempre da quelle parti c’è anche un altro dei miei negozi di abbigliamento preferiti: Urban Store. Stavolta mi sono regalata un maglioncino “melange” nei toni del verde militare. Delizioso! Magari lo indosserò quando farò altre foto per il blog.
Cambio argomento. Che bello, le giornate si sono allungate e, anche se la primavera non è propriamente ancora nell’aria, tuttavia avere luce fin verso le 18 aiuta molto! Faccio brevi uscite nel mio giardinetto e mi si allarga il cuore: il peggio dovrebbe essere passato.
Un’altra cosa che mi torna in mente e sulla quale vorrei dire la mia è un argomento di attualità: Centro Sociale ASKATASUNA di Torino. Il nome – in lingua basca – significa “libertà”. Mi vien da dire: non è che dalle nostre parti ce n’è troppa? Mi sono documentata, come faccio sempre, prima di scrivere cosa penso sui suoi frequentatori: voglio essere consapevole delle mie opinioni.
In breve: il centro ha operato dal 1996 – fino allo sgombero del dicembre 2025 – in una palazzina di Corso Regina Margherita, a Torino appunto; i suoi componenti si sono contraddistinti fin da subito per la capacità di organizzare manifestazioni di massa tra le strade cittadine: a difesa delle persone sfrattate, a sostegno della causa palestinese, contro la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, contro le politiche migratorie, contro tutto e tutti, manifestazioni per la serie “ogni occasione è buona per fare casino” e quasi sempre sfociate in tumulti e devastazioni. “A difesa” e “a sostegno” sembrerebbero motivazioni positive, mentre già quelle “contro” lo sembrano molto meno; in ogni caso perché le devastazioni? A quale delle cause da loro sostenute giova la distruzione? E, vista la loro grande comprensione verso tutte le categorie umane, perché accanirsi rabbiosamente verso i poliziotti che, facendo il proprio dovere, intervengono quando i cortei, deviando dai percorsi legittimi e autorizzati, si trasformano in manifestazioni di violenza? Allora non chiamiamoli ANTAGONISTI; chiamiamoli con il loro nome: DELINQUENTI.
Come spesso accade riprendo la mia chiacchierata giorni dopo; oggi è giovedì 12 febbraio.
Ho da poco terminato una telefonata con vecchi amici, o, per meglio dire, con amici di vecchia data. Gabriella e Orlando, dalla Sardegna. Non ci sentivamo da tanto e ci siamo raccontati un bel po’. La cosa mi offre lo spunto per riflettere su quanto sia bello ritrovarsi – anche se solo a distanza – e rendersi vicendevolmente partecipi di come sia trascorsa – e stia trascorrendo – la propria vita, nella buona e nella cattiva sorte e soprattutto quanto sia importante sapere di esserci gli uni per gli altri sempre e comunque!
Ma siccome non è possibile dirsi tutto in un lasso di tempo comunque breve ci siamo ripromessi di vederci; vorrei andare io da loro entro la fine della prossima estate. E poi farò un bel “reportage” sulla Sardegna o almeno su quella parte di Sardegna che rivedrò insieme a loro.
A proposito: sto preparando il resoconto sulla gita di giornata fatta alcuni mesi fa in Val d’Aosta, al Forte di Bard. Ve l’avevo un po’ raccontata, ma ritengo sia degna di un vero e proprio “reportage”. Vi farò sapere quando sarà pubblicato.
Infine, e poi per oggi chiudo, voglio proprio dirvi quanto mi sto emozionando seguendo le Olimpiadi; voi le guardate? Io quando sono a casa sono praticamente sempre sintonizzata su RAI 2 che è il canale che trasmette tutte le gare, le premiazioni, i commenti, le interviste e quant’altro inerente la competizione.
I miei cari amici Lory, Roberta e Giampi partiranno per Tèsero dove assisteranno di persona alle gare di sci di fondo: staffetta femminile (sabato) e staffetta maschile (domenica). Quando mesi fa mi avevano comunicato la cosa non vi nascondo che, tra me e me, avevo pensato che fosse abbastanza folle portare l’anima fin là per vedere ciò che poteva benissimo essere visto da casa; quanto mi sbagliavo! Considerando le sensazioni che si provano anche solo a guardare gli “Olympic Games” in televisione, essere sui vari teatri di gara deve essere fantastico! Occasione irripetibile, almeno per me; Olimpiadi in Italia… considerando che le prossime saranno a Los Angeles (2028 – estive) e sulle Alpi Francesi (2030 – invernali)….no, mi sa che non avrò un’altra occasione di assistervi in presenza. Vabbè, me le godo e, se Dio mi dà grazia, mi godrò anche le prossime edizioni in TV. Comunque: mai dire mai!
Detto ciò mi congedo e vado a riordinare tutto il numeroso materiale emerso dalle mie ricerche sulla Biblioteca SORMANI di Milano, prossimo argomento delle mie lezioni all’UTE, 26 marzo. C’è tempo, ma mi voglio portare avanti con il lavoro.
Un abbraccio ideale, con tutto il mio cuore.
P.S. Ho visto il film Agata Christian – Delitto sulle nevi. Cast stellare, storia trita, ma sarebbe il meno; ho riso perché la faccia di Lillo fa ridere anche solo a guardarla, ma le battute e la comicità …..aiuto!
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