26 e 30 novembre
Mercoledì 26 e domenica 30 novembre
Dopo un mese….rieccomi.
Come mai ho lasciato passare così tanto tempo? Forse, ve lo chiederete. Pensavo di continuare il discorso da Roma dove sono stata dall’uno al dieci di questo mese e dove mi sono goduta Rita. Invece no; da sola con lei, con tante cose da fare e un po’ di relax approfittando dei momenti in cui lei era a scuola – visto che ero abbastanza “tesa” per timore di non farcela – è andata a finire che sono stata al pc solo per pagare qualche bolletta e leggere la posta.
Poi è successo come con l’appetito che….vien mangiando; e meno mangi, meno mangeresti. A me scrivere piace, così come mi piace raccontarmi, e stavolta rimanda oggi, rimanda domani ho lasciato passare così tanto tempo che mi ero quasi convinta a lasciar perdere, a non scrivere più, almeno a non scrivere più sul blog.
A mia discolpa posso dire che al rientro da Roma avevo un’agenda pienissima, neanche fossi chissà quale mega dirigente di chissà quale mega azienda o simili; poi non è che sono stata proprio benissimo. Insomma una serie di circostanze sfavorevoli alla ripresa.
Ovviamente, facendo riferimento all’agenda piena di cui sopra, ho fatto tante cose, ma, a differenza di prima, ho pensato che non avrebbe interessato nessuno esserne messo a conoscenza e dunque: “cosa avrei dovuto raccontare su di me”?
Mi rendo però conto che sto cadendo nell’autocommiserazione e, siccome questo stato d’animo non è normalmente nelle mie corde, cerco di riemergere e riprendere il filo del discorso.
Dunque: in quel tempo (come si legge all’inizio della liturgia della parola – vedi foglietto della Messa). Roma è sempre Roma, ma, che vi devo dire? A me piace sempre meno. Intasata di turisti in ogni stagione nonostante la sporcizia che affligge tutti i quartieri, non solo le periferie. E fosse anche solo questo il problema, credetemi, non è da poco! In più non è solo questo.
In una parola: una città “decadente” e mal gestita; mi riferisco in primis al Sindaco Gualtieri e alla sua Giunta, ma, cadendo nella retorica, vogliamo dire che ogni popolo ha il governo che si merita?
Vi racconto un episodio; preso (con figlia e nipote) un taxi e, per la prima volta nella mia vita, abbiamo dovuto chiedere al giovanissimo “driver” di chiudere i finestrini (quelli davanti totalmente aperti) e di abbassare la musica che il tizio stava ascoltando a tutto volume. Son cose da dover chiedere? Il cliente, mi risultava, andasse trattato con premura e cortesia. Ma evidentemente non è più così.
Ve ne racconto un’altra; il suddetto taxi l’abbiamo preso per andare alle Scuderie del Quirinale a vedere la mostra “TESORI dei FARAONI”, biglietti regolarmente acquistati on line per l’orario di ingresso 16,45. Arriviamo in loco e vediamo una lunga coda perciò ci avviciniamo per chiedere se la coda si riferisse agli ingressi senza prenotazione oppure… Risposta delle addette: “Le persone in coda son tutte prenotate ma dovete chiedere voi dove arriva la fila di chi deve entrare alle 16.30, da lì comincerà la vostra. E, formatasi la “fila delle 16.45”, le persone arrivate per l’orario di ingresso delle 17.00 hanno cominciato a chiedere: “chi è l’ultimo delle 16.30?”. Una fiera di paese sarebbe stata organizzata meglio. Un paio di transenne con l’indicazione dell’orario di quel gruppo, nooo?
Mi ero interrotta e riprendo adesso, domenica 30 novembre, perché non voglio lasciare tutto questo mese senza pubblicare nulla.
Oggi compleanno di Floriana, mia amica, figlioccia di Cresima e….molto di più, come una figlia. Andrò con la sua famiglia a festeggiarla. Non sarà un compleanno ordinario, sarà un compleanno CARDINALE: 40!!!! Cercherò di fare la mia parte per renderle questa giornata indimenticabile.
Torniamo a noi, a me. Dicevo che dopo Roma ho comunque fatto tanto cose: un’eco alle carotidi (ah ah ah) ma a Gravedona, lontanuccia da Cavaria, perciò con tanto di gitarella sul Lago; i miei posti, lì ci ho lavorato, conosco tutti e infatti in ospedale ho incontrato una mia ex collega di quando ero DSGA all’Istituto Comprensivo di Gravedona, la quale, a distanza di 5 anni dal mio pensionamento, mi ha abbracciata con calore dicendomi che in ufficio si sentiva ancora la mia mancanza! Mi ha fatto tanto piacere volerle credere.
Poi serata di prosa al Sociale di Como: Massimo Popolizio e Compagnia in “Ritorno a casa” di Harold Pinter, una commedia cosiddetta “della minaccia”, tipica di Pinter; cioè una situazione all’inizio apparentemente normale che evolve in situazioni assurde, ostili e minacciose. Bella serata, ma lì ho capito che basta, a Como di sera per andare a teatro, specialmente quando fa freddo e buio presto, anche non più. Ho ancora tre “pieces” per l’abbonamento di quest’anno, fortunatamente in primavera; poi non lo farò più.
Vedete, ve l’ho detto: tutto al negativo, ma sta passando, doveva passare.
Non sentivo – almeno fino all’altro ieri – nemmeno il Natale che per me, come per quasi tutti, è sempre stato un periodo gioiosissimo. Non volevo nemmeno fare gli addobbi. Poi venerdì sera son venuti a trovarmi, da Como, Alessia e Mario, una coppia di giovani amici, per un “apericena”, come si usa dire adesso. La loro presenza, la serata di chiacchiere e la Stella di Natale che mi hanno portato mi hanno “dischiuso” le porte del Natale e ieri….addobbi e luminarie! Ora la mia casa è pronta per accogliere le Feste e coloro che verranno a trovarmi.
Sì, sì, sì sta passando.
Ho tenuto il mio incontro all’UTE “Volta” di Como sul Museo della Macchina da Scrivere ed è stato un successo. Mi ha fatto bene. E questo mi fa ricordare che devo anche pubblicare questo incontro e anche il precedente: devo recuperare. Ohibò!
Ho iniziato e concluso anche il corso su Croce Rossa e Diritto Internazionale Umanitario a UniCagnola di Gazzada; pochi iscritti, l’ho ridotto a due lezioni. Meglio così, ero abbastanza demotivata, sono abituata a un’altra platea, ma qui non mi conosce nessuno e perciò ci sta. Inoltre hanno una miriade di corsi e il bacino d’utenza è quello che è.
Molto bene i corsi di lingue che frequento io; mi stanno servendo molto per tenere “spolverati” il mio inglese e il mio francese. Le insegnanti, Mariolina e Giovanna, sono bravissime, non solo per la competenza nella lingua, ovviamente, ma per il metodo di studio che utilizzano e che è davvero molto efficace.
Dato che quest’anno non verrà per Natale, andrò io a Reggio Calabria a metà dicembre a trovare mio figlio, la sua compagna e la loro famiglia, comprensiva di Fulmine e Luna; non male una minivacanza, l’aspetto con voglia!
Altro parametro indicativo che un po’ di entusiasmo sta tornando.
So anche cosa farò a Natale, ma di questo parlerò un’altra volta, tanto mi sento di dire che ci risentiremo presto: dovrei aver ripreso un giro più o meno regolare.
Chiudo perché mi devo preparare per la festa.
A presto, spero, e buona domenica a tutti.
