MUSEO COLLEZIONE BRANCA
Il Percorso Collezione Branca si trova presso lo stabilimento della Fratelli Branca Distillerie situata in via Resegone (zona Lancetti/Dergano),Milano (la “sede storica” è invece in Via Broletto, nel centro storico)
La visita guidata è gratuita.
Esclusivamente per maggiorenni.
Le visite guidate al Percorso Branca in italiano sono prenotabili per il Martedì e Mercoledi alle15:00.
Il Giovedì alle h. 10:00 e alle h. 15:00.
Per ogni visita sono disponibili 20 posti.
Il percorso storico è accessibile anche ai visitatori con disabilità.
La storia dell’azienda si lega al suo presente grazie al proseguimento della storica attività nella sede milanese, nelle cui cantine si trovano oltre 500 botti destinate alla maturazione del famoso amaro.
Il percorso
Tra storia, tradizione e innovazione
Il percorso nasce per iniziativa della famiglia Branca che ha voluto raccogliere e conservare oggetti nonché documentazione da collezione, oltre che dotare l’azienda di un luogo per attività culturali.
La Collezione Branca non è solo un percorso d’impresa che guarda alla storia passata ma è anche uno spazio dove l’oggetto assume un duplice significato: è documentazione storica di un sistema produttivo, è testimonianza di comunicazione e di concezione organizzativa. La Collezione è allestita nel complesso industriale di Milano e occupa oltre 1000 metri quadrati. Essa è il frutto di più di 1 anni di lavoro, in cui sono stati coinvolti tutti i soggetti attivi dell’Azienda, dalla selezione dei materiali, al restauro degli oggetti (eseguito all’interno dagli stessi operai), fino all’allestimento finale. L’aroma del Fernet-Branca pervade il percorso, che si apre con i dipinti e le sculture raffiguranti i fondatori. Quindi, in un lungo corridoio è rappresentato in parte il ciclo produttivo di una realtà industriale nata nel 1845. Per evidenziare i diversi ambiti produttivi sono stati allestiti una bellissima area “erboristeria”, il laboratorio chimico per la qualità e l’analisi delle erbe, la falegnameria, un ufficio. Alle pareti si possono ammirare, tra l’altro, alcuni calendari realizzati dal 1886 al 1913 e alcuni dei tanti manifesti promozionali a firma Metlicovitz, Cappiello, Jean d’Ylen, Mauzan, Codognato, che testimoniano l’attenzione dei Branca all’immagine d’impresa. Su alcuni tavoli sono esposte alcune bottiglie di oltre 60 anni di vari prodotti Branca (tra cui una delle prime prodotte). Nell’area comunicazione si ammirano i bozzetti di alcune campagne pubblicitarie degli anni ’60-’70 e si rivedono famosi Caroselli della televisione. Si tratta di testimonianze che portano a conoscere valori e tradizioni della storia Branca, una storia di cui l’Azienda è fiera e alla quale ancora oggi si ispira per il futuro.
In questo percorso storico i visitatori hanno la possibilità di ripercorrere la storia di una realtà industriale ma anche di un’epoca, attraverso una comunicazione d’avanguardia:
dipinti, documenti, disegni, bozzetti, oggetti, fotografie si susseguono affiancandosi a una ricca e curiosa vetrina di merchandising – dai portacenere ai bicchieri d’assaggio, dalle piccole valigie usate come confezioni regalo alle bottiglie storiche – per continuare con calendari, manifesti e pubblicità. Un secolo e mezzo di storia di un’azienda, Fratelli Branca Distillerie, diventata leader nel mondo con Fernet-Branca e quell’aquila che artiglia la bottiglia di Fernet con il globo sottostante firmata nel 1893 da Leopoldo Metlicovitz, protagonista del cartellonismo e dell’arte pubblicitaria del ‘900. Un secolo e mezzo di comunicazione d’impresa, dai padiglioni nelle prime esposizioni internazionali (Milano 1906, Torino 1911) alle immagini in bianco e nero che riprendono gli usi e le consuetudini di chi frequentava le mescite di allora, fino ai Caroselli e alle pubblicità degli Anni ’60 e ‘80.
“La scelta di aprire al pubblico nel 2009 la Collezione Branca, si inserisce nella volontà della famiglia Branca di condividere il bagaglio industriale, storico e culturale dell’azienda, intervenendo anche nel territorio dove è presente. E’ così che Collezione Branca diviene espressione del fascino di una storia imprenditoriale nella sua dinamica evoluzione, nella finalità sociale di valorizzazione e condivisione di un bene culturale.”
Un po’ di storia
Il capostipite è Bernardino Branca che nel 1845 crea l’amaro diventato famoso in tutto il mondo, il Fernet Branca, e fonda la società Fratelli Branca. Nasce il primo stabilimento in Corso di Porta Nuova a Milano con la collaborazione dei tre figli, Giuseppe, Luigi, Stefano.
Nel 1862 Stefano Branca entra in società e lancia sul mercato nuovi prodotti presentandoli alle grandi esposizioni internazionali di fine secolo riscuotendo un successo immediato.
Nell’archivio della Fratelli Branca il primo annuncio risale al 14 febbraio 1865. E’ stato pubblicato sul quotidiano “La Perseveranza”, un giornale di tendenza moderata particolarmente influente stampato a Milano tra il 1859 e il 1922. Era una stampa di 10 x 10 cm. Dove il prodotto era nominato solo come FERNET ed era presentato come un rinomato liquore dalle molte proprietà benefiche, particolarmente indicato per curare la febbre e gli stati d’ansia.
Con il passare degli anni gli annunci diventano sempre più importanti e nel 1876 – con l’uscita del primo numero del Corriere della Sera – il nome dell’Azienda Branca diventa più diffuso. Le proprietà benefiche assumono sempre più importanza: vengono pubblicate testimonianze di primari di case di cura ed ospedali, con tanto di stemmi e timbri di certificazione. Tra questi di particolare importanza è stato l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, che grazie alla testimonianza del suo direttore di allora, Padre Nappi, ha contribuito ampiamente all’affermazione del Fernet Branca.
Nel 1893 poi nasce, ad opera di Leopoldo Metlicovitz, il “Mondo” Branca, famoso logo che ci accompagna fino ai giorni nostri. L’autore è nato a Trieste nel 1868 e inizia la sua carriera presso le Officine Grafiche Ricordi. Si afferma come uno degli artisti più rappresentativi del periodo. Tra la sua vastissima produzione si ricorda la serie di manifesti, pietra miliare della comunicazione italiana, eseguiti per le opere liriche di Giacomo Puccini.
Nel 1907 Dino Branca assume la direzione e porta l’azienda a livello internazionale: Fratelli Branca conquista i mercati dell’Europa e dell’America. Inaugurano nuovi stabilimenti a Buenos Aires, Saint Louis e Chiasso. Apre una nuova filiale a New York. Lo stabilimento di Milano viene trasferito nella sede attuale, in via Resegone a Milano, di cui, di seguito, vediamo un’immagine dell’epoca.
Brancamenta, prodotto innovativo e rivoluzionario che unisce qualità benefiche e digestive al piacere del gusto rinfrescante, nasce nel 1965 e diventa ben presto un altro prodotto di punta dell’Azienda. La storia narra che Maria Callas quando chiedeva un Fernet-Branca facesse aggiungere delle foglioline di menta per renderlo più gradevole al palato. Da qui l’idea di studiare e di iniziare la produzione di una bevanda perfetta per ogni stagione, Brancamenta appunto, un prodotto che sorprende i suoi consumatori ed estimatori per il “brivido di piacere intenso” che riesce a regalare ad ogni sorso, come recitava un “carosello” di quegli anni ed ora ripreso.
Successivamente, nel 1981, sempre a Milano nasce il Centro Studi Maria Branca ora Centro Studi Fratelli Branca Distillerie per il controllo della qualità e la ricerca nel settore delle erbe officinali.
Nel 1982 La Fratelli Branca acquista il 50% dell’azienda Carpano di Torino, produttrice dell’originale formula del vermuth. La fama del vermuth – dal tedesco wermuth che significa assenzio -, citato per la prima volta in Italia nella Enologia toscana di Carlo Villifranchi nel 1773, nasce in Piemonte per merito di Antonio Benedetto Carpano il quale, per primo, nel 1786 mette a punto la ricetta del “vermuth” e lo lancia a Torino. Il vermuth di Antonio Benedetto Carpano si chiamò subito “Carpano”: vino bianco secco, alcool, zucchero e una speciale infusione di erbe.
E, di seguito, la riproduzione della prima pubblicità del vermouth “Carpano”.
La Fratelli Branca Distillerie inizia così un percorso di espansione industriale che la porterà alla produzione di altri prodotti ampliando in modo considerevole il proprio campo d’azione.
Si prosegue nel 1985 quando un’azienda agricola produttrice di vino Chianti entra a far parte del gruppo Branca; prende il nome di Villa Branca s.r.l. ed ha sede in Mercatale Val di Pesa. La passione per la terra e l’ambizione di arrivare a una produzione di prima qualità hanno motivato i proprietari a selezionare le migliori uve tradizionali toscane, per esempio il Sangiovese, senza escludere vitigni “esotici” come il Cabernet Sauvignon e il Merlot.
Produce Chianti classico, Vin Santo e olio extravergine d’oliva.
Nel 1987 viene acquisita la famosa distilleria Candolini di Tarcento risalente al 1898 fondata da Giovanni Giustino Candolini e così, alla produzione dell’amaro, del Brancamenta, dei vini e dell’olio d’oliva, si aggiunge quella della grappa.
Nel 1999 scompare Pierluigi Branca. Il fratello Giuseppe è Presidente della società Fratelli Branca Distillerie, il figlio di Pierluigi, Niccolò Branca, è Amministratore Delegato. Dunque un’Azienda che, pur nella sua espansione, è rimasta “di famiglia”: i successori del fondatore – Bernardino Branca – sono stati ben formati (cosa non così scontata; molti sono gli esempi di aziende che non sono sopravvissute alle scelte di marketing di figli e nipoti) e sono riusciti non solo a mantenere, ma ad espandere di molto il marchio originario. Le nuove scelte strategiche ed operative che sono state sapientemente adottate hanno condotto le Distillerie ad occupare nuove significative posizioni nei mercati di riferimento e a competere con primarie multinazionali.
La visita al Museo Collezione Branca è un’occasione per riscoprire la tradizione industriale di Milano e la sua capacità di fungere da volano per il mondo dell’arte e della comunicazione.
Non si può infatti parlare della Distilleria Fratelli Branca senza sottolineare il suo legame con la città di Milano, da cui è partito tutto il suo successo mondiale, ma con la quale l’Azienda ha sempre avuto un’interazione a 360° (si pensi anche solo alle opportunità di lavoro create per centinaia di milanesi). E poi:
La Torre
Negli anni ‘30 la città che sale costruisce il suo totem nella radura del Parco Sempione.
Disegnata da Gio Ponti, la torre è considerata una vera opera d’arte, “in cui l’architettura moderna e la tecnica nuova trovano un punto di contatto”.
Esile e trasparente, vera “sfida” architettonica, viene eretta a tempo di record, in soli due mesi e mezzo nel 1933, in occasione della V mostra Triennale, insieme a sei grandi “archi isolati”, temporanei, progettati da Sironi. Milano acquista così l’esclusiva europea di una “esposizione internazionale triennale delle arti decorative e industriali moderne e della architettura moderna”.
Ma nel 1972, divenuta inagibile, Torre andò – per così dire – “fuori servizio”. Ed è allora che entra in gioco la Fratelli Branca che l’ha interamente restaurata e resa nuovamente accessibile con un intervento di cui si fece totalmente carico. Ora la Torre del parco Sempione porta il nome dell’Azienda benefattrice: Torre Branca.
E forse la scelta della Fratelli Branca di farsi carico del restauro della Torre non è casuale; negli stessi anni (’30) in cui veniva edificata la Torre, simbolo del futuro della città di Milano – anche la Branca guarda al futuro, scegliendo la lungimirante via dell’internazionalizzazione, costruendo – come abbiamo detto – fabbriche in Europa, nelle Americhe del nord e del sud, gettando le basi del suo sviluppo, promuovendo l’immagine dei prodotti in ogni angolo del mondo” contribuendo altresì alla promozione dell’immagine della città di Milano.
I dati tecnici
Totalmente in tubi Dalmine, di acciaio speciale, flangiati (termine che sta a significare un componente dotato di “flangia” ovvero di un bordo sporgente che serve per unire, fissare e rinforzare) e imbullonati, è alta 108,60 metri.
La struttura principale della Torre ha forma tronco-piramidale a sezione esagonale, dal lato di sei metri alla base. A quota 100 metri il lato dell’esagono è ancora di 4,45. La rastremazione assai leggera le conferisce un aspetto quasi prismatico. Oggi un modernissimo impianto ascensore, consente la salita al locale belvedere coperto, a cinque persone per volta, in poco meno di 1 minuto. Il mercoledì la risalita è gratuita per scolaresche e pensionati.
