31 gennaio

 

Sabato 31 gennaio

Sono a Roma da una settimana ed è stata una settimana molto impegnativa. Sono partita che già non stavo bene e perciò imbottita di farmaci perché non avevo alternative: a Roma dovevo venire perché qui non abbiamo nessuno e Chiara domenica mattina scorsa doveva assolutamente partire per Denver per lavoro. Perciò tra miei malesseri, farmaci a gogò per combatterli e impegno richiesto per badare a Rita e seguirla in quella che è la sua vita scolastica e non, sono parecchio stanca! Bisogna anche considerare che qui a Roma cammino tanto; mia figlia mi lascerebbe l’auto, ma io non voglio guidare nel traffico caotico, disordinato e, dico anche MALEDUCATO, di questa città che, scusate la sincerità, NON AMO! (Può darsi che con questa affermazione io scandalizzi la mia platea; pazienza!) ed io solitamente non cammino molto, perciò motivo in più per essere KO. Fortunatamente ora a sta per tornare mia figlia la quale sarà provata quanto me dal lavoro e dal fuso orario (in Colorado fan meno 8 ore rispetto all’Italia), pertanto non in formissima neppure lei; tuttavia anche solo l’idea di non essere più sola con Rita mi è già di conforto.

Per “lenire” la scandalosa affermazione di poco fa: “io non amo Roma”, voglio precisarne il perché. Sinteticamente: Roma è ovviamente una città bellissima dal punto di vista artistico, architettonico e storico. Peccato che non potrebbe essere amministrata ed abitata peggio; inoltre qui tocchi con mano, ad ogni piè sospinto, le più brutte abitudini prettamente italiane tipo due auto blu (ma non dovevano essere sparite o quasi?) con almeno due poliziotti per ognuna che portano a spasso, in sirena ovviamente! (fatece spazio che passamo noi…) il politico di turno (non ne faccio proprio una questione di colore) che, anche se fosse (badate: anche se fosse, cosa non certa) nel pieno delle sue funzioni, non si vede perché debba avere tutta questa fretta, dati anche i risultati che vengono raggiunti. Nel Nord Europa i politici – in Olanda visti con i miei occhi – vanno a lavorare in bicicletta. Qualcuno potrebbe dire: saranno le scorte; al che io rispondo che se ci vuole la scorta per personaggi del calibro di Conte, Schlein, Salvini e via discorrendo, ah beh! O forse sì? Quando aprono la bocca, veramente qualche brutto pensiero viene in mente. Chi ha orecchie per intendere…

E poi sporca, tanto sporca anche nei quartieri centrali: io abito a Prati-Trionfale, un quarto d’ora a piedi dal Vaticano, eppure…SPORCA!

Direte: sempre polemiche. E’ così, venire a Roma per credere!

Mi fermo qui, su questo argomento. Martedì tornerò a casa, ma verso il 20 febbraio dovrò tornare fino ai primi di marzo: meglio non farmi sangue cattivo e prenderla com’è. Posso farci niente? La rassegnazione non è nelle mie corde, ma obiettivamente non posso cambiare le cose.

 

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