9 marzo
Lunedì 9 marzo
Primi avvenimenti e riflessioni di marzo.
Cavaria: son tornata qui lunedì scorso, e, inutile dirlo, non mi son fermata un attimo. Probabilmente dovrei invece rallentare, mah….Ne riparliamo.
Intanto vi dico che anche le persone più “indomite” (ogni riferimento a me stessa è assolutamente voluto!) sono a volte sul punto di cedere, specialmente se la salute non è florida, come mi sta accadendo in questi giorni.
I miei abituali malanni (e chi non ne ha? – specialmente quando l’età non è più verdissima) hanno deciso di fare una bella rimpatriata, di trovarsi tutti insieme e fare baldoria su di me (o dentro di me, come preferite). Insomma ho di tutto di più; in queste occasioni il fisico non riesce a fare quello che vorrebbe la testa la quale, nonostante dolga spesso e volentieri, continua comunque a lavorare. Perciò mi dà un bel po’ fastidio non riuscire a fare tutto quello che vorrei e dovrei; o meglio: faccio, ma con tanta più fatica.
Non vi racconto tutto ciò per pietirvi (infatti non aggiungo altro, che potrei anche annoiare), bensì per mantenere fede alle motivazioni iniziali del blog: spronare chi non ce la fa più o comunque è in qualche difficoltà a non lasciarsi andare.
Adelante, adelante….come cantava De Gregori nell’omonima canzone del 1992, anche se quell’ “avanti, avanti!” era inserito in un altro contesto.
Ho i compiti di inglese e francese da fare per giovedì, ma un momento per scrivere l’ho voluto trovare. Oggi pomeriggio, domani mattina e anche mercoledì mi dedicherò alle lingue. Come ho già avuto occasione di dirvi le ho studiate entrambe anche in passato, più anni l’inglese. Ma questa volta l’ho presa proprio sul serio e mi ci applico tanto. Ho la presunzione di credere che i risultati si vedano e ciò mi dà soddisfazione e voglia di migliorare ancora e sempre.
Sarà per la scelta molto più consapevole – data l’età -? Sarà che mi sono ritrovata in due gruppi ben affiatati di compagni/studenti? Sarà che ho due insegnanti fantastiche che trasmettono con entusiasmo il loro sapere? Sarà per tutte queste motivazioni insieme?
Cambio di argomento. Ieri ho festeggiato ben tre compleanni: gli 80 anni di Clotilde, e i molti meno di Loredana e Roberta, delle quali per il proverbiale “savoir faire” non dico l’età; non è carino, appunto, svelare l’età delle signore! E dunque direte: allora perché invece gli anni di Tilde li hai resi pubblici? Ma perché 80 anni sono un traguardo! Vanno vantati con orgoglio 80 anni di vita, specialmente quando ci si arriva ancora in gamba, se pure con qualche inevitabile acciacco, ma con la mente lucida e un corpo ben curato. Clotilde, ecco un altro bell’esempio di resilienza!
Le festeggiate ci hanno portato a Sagnino, frazione di Como, in un ristorante dal nome particolare: “Il diavolo e l’acqua santa”. Ottimo tutto: menù, servizio e ambientazione che è nelle vecchie scuderie – ora splendidamente restaurate – di quello che era un antico borgo medioevale del quale sono rimaste le due tipiche porte merlate di ingresso al castello.
Venerdì pomeriggio scorso invece, nonostante non fossi in gran forma, sono andata a Como al cinema Astra; mi ero accordata con la mia amica Rosanna e non ho voluto che prevalesse il mio malessere. Abbiamo visto un film d’essay con l’esordio alla regia di Monica Guerritore che è anche la protagonista nel ruolo di un’altra grandissima attrice: Anna Magnani. Un film bellissimo e molto ben fatto. Bravo tutto il cast. In alcune riprese poi la Guerritore – vuoi per somiglianza fisica, vuoi per un trucco eccezionale – pareva proprio la Magnani.
Non sono riuscita invece ad andare al Teatro Sociale per il terzo degli spettacoli in abbonamento prosa che acquisto per ogni stagione; era: “La grande magia” di Eduardo De Filippo. Non andrò nemmeno all’ultimo che sarà giovedì prossimo: “Sette a Tebe” di Eschilo. Mi pesa tanto andare a Como la sera, e questa cosa mi ha fatto decidere che non farò più l’abbonamento al Sociale. Visto che a Varese – che è a due chilometri da casa mia – ed anche a Gallarate, praticamente dove abito, ci sono teatri dove si fa prosa seguirò la loro programmazione e acquisterò gli spettacoli che mi interesseranno, non necessariamente l’abbonamento a tutta la stagione.
Certo un po’ mi dispiace perché a Como sono molto legata, ma bisogna fare i conti con il tempo che passa e con le forze che non vanno messe alla prova in modo esagerato; ci si deve un po’ adattare. E mi adatterò.
A proposito di teatro. A Roma sono andata, come vi avevo preannunciato, con figlia e nipote, al Teatro Manzoni per la pieces “Buoni da Morire”. E’ stato uno spettacolo bello, molto ben recitato, divertente ma con un significativo messaggio. Vigilia di Natale: una coppia della buona borghesia che si sta orientando verso una vita di maggiore condivisione della propria agiatezza con le persone meno fortunate, torna dalla Messa cui è seguito un momento di beneficenza. La moglie (Patrizia Pellegrino), convinta sostenitrice che aiutare gli altri sia il miglior modo di aiutare se stessi, trascina il marito (Bruno Maccallini), un po’ meno convinto, verso questo nuovo stile di vita. Ma la mattina di Natale suona alla loro porta un clochard (Blas Roca Rey) che i due scopriranno poi essere un loro ex compagno di scuola che, per una serie di scelte di vita, è finito a vivere per la strada. Una serie di trovate esilaranti farà scaturire i veri sentimenti che hanno animato i tre dagli anni del Liceo fino al momento in cui si ritrovano; questa scoperta porta la coppia ad una crisi che si palesa in una inaspettata drammaticità; alla fine la commedia si chiude con il ritorno dei tre personaggi alle loro vite consuete: il clochard a fare il clochard e i coniugi a rituffarsi nella propria vita da ricchi.
Come a dire: tutti i salmi finiscono in gloria!
Non ho fatto cenno all’8 marzo, ma ormai di questi avvenimenti se ne parla già fin troppo. Io sono donna e nella mia vita ho lottato per arrivare fin dove potevo; a dirla tutta continuo ancora, se non più per famiglia o carriera per soddisfazione personale. Tantissime donne lo fanno ogni giorno ed io le stimo. Festa della donna è ogniqualvolta una donna raggiunge un traguardo sia personale, sia famigliare, sia lavorativo e ogniqualvolta si fa rispettare. Comunque se è per dare riscontro ufficiale a tutto ciò in un giorno particolare ok, un rametto di mimosa l’8 marzo va bene.
E della nuova guerra in Medio Oriente cosa dobbiamo dire? Anche di questo tutti ne parlano. Non è cosa da poco, è giusto che i “media” l’abbiano al centro dell’informazione. Che poi ognuno dia il suo taglio alla notizia è cosa normale e spiegabile, ma ciò non toglie che, come al solito, maturare una propria idea sulla base di quel che si sente non sia facile.
Però al di là dei perché e percome una cosa è certa: in primis ancora morte e distruzione, segue povertà e gente che soffre, e ancora conseguenze del conflitto che si allargano a macchia d’olio mettendo a rischio l’economia mondiale in uno scenario globale già abbastanza drammatico. Insomma la storia non riesce proprio a insegnarci nulla. L’unico modo che il genere umano conosce per avere qualche anno di pace è fare la guerra; l’unico modo che l’uomo conosce per costruire è distruggere; c’è sempre qualcuno che vuole insegnare a qualcun altro (che effettivamente a volte si comporta in modo da poter rappresentare un pericolo, vallo a sapere com’è davvero!) come deve vivere a casa propria.
E allora: la miglior difesa è l’attacco. Se la regola è applicata da un pazzo e da un delinquente il gioco è fatto.
Ho semplificato i concetti, mi rendo conto. Però dite: non ho reso l’idea? E, badate, non mi sono schierata se non dalla parte di chi soffre – e molto – di questi avvenimenti.
Al di là delle ragioni degli uni e degli altri che possono essere sacrosante; ma, non c’è davvero un altro modo di farle valere?
Infine, non è cosa sicuramente fondamentale, ma mi domando: riuscirò ad andare a Cipro in ottobre? Che bello sarebbe non doversi porre domande come questa; vorrebbe dire che il mondo vivrebbe in pace.

Ciao, hai ragione. Pensavo che le guerre fossero una cosa del passato, invece… che tristezza
Ciao Oriana. Purtroppo sì, le guerre sono sempre di attualità. E anche più crudeli, non c’è davvero limite al peggio. Grazie per il tuo feedback e continua a seguirmi.