28 marzo

Sabato 28 marzo

Ieri sera ho preso atto che una cosa positiva è accaduta: Michelle Hunziker ha finito di fare “plin plin”, o per meglio dire, ha smesso di dirlo alla fine dello spot pubblicitario della nota acqua minerale. Evviva, non si poteva più sentire!

Ben altre, effettivamente, sono le cose che non si possono più sentire; vuoi perché riportano notizie catastrofiche sull’attuale situazione geopolitica e/o bellica del nostro (povero) pianeta oppure perché ci veicolano le esternazioni dei politici (di ogni appartenenza – nessuno escluso), o ancora perché ci raccontano di tremendi fatti di cronaca: insomma mai una buona notizia.

E’ anche vero però, come spiego nelle mie lezioni a proposito del Diritto Umanitario che, da quel che ci dicono quotidianamente sembra aver fallito alla grande, ma non è proprio così; le notizie cattive, catastrofiche, negative fanno più “audience”, perciò queste ci danno e delle cose buone si parla meno o non si parla affatto. Ma accadono, fortunatamente accadono!

Comunque volendo rimanere su ambiti, per così dire, leggeri resto sul campo della pubblicità.

Ce ne sono alcune davvero “battenti” che, almeno su di me, hanno l’effetto contrario a quello che dovrebbero ottenere. Mi spiego meglio: credo che mi siederei per terra piuttosto che comperare un divano ”Poltrone e Sofà” o che, è di questi ultimi giorni, mangerei scondito piuttosto che acquistare l’olio pubblicizzato con musica e parole (modificate, ovviamente) della canzone “Solo noi” di Toto Cotugno, Monini, tanto per non far nomi.

Mi son fatta una domanda: l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che è l’organo italiano competente per la tutela dei consumatori da pubblicità ingannevole, pratiche commerciali scorrette ecc…, non potrebbe tutelarci anche dalla pubblicità martellante? Mah, difficile certo, considerato il grande giro di soldi (peraltro ricaricati sul costo del prodotto) che muove la pubblicità stessa; sta di fatto che ci mangiano il cranio, uno dei tanti lavaggi del cervello dei quali non ci rendiamo quasi più neanche conto, ma che scavano dentro e al momento degli acquisti ci inducono a fare scelte pilotate.

Mi raccomando, amici miei, non facciamoci influenzare troppo; scegliamo quel che davvero ci piace e che è giusto per noi. Parola d’ordine: consapevolezza.

Infine sottolineo le pubblicità con gli strafalcioni che contribuiscono a rendere sempre meno ben parlata (già la proprietà, il lessico e il vocabolario sono in discesa vorticosa!) la nostra bella lingua italiana. In un “carosello” (che bello era!) una bambina, dopo aver cantato una canzoncina, dice “Io non bevo caffè, ma se lo bevrei…”; invece in quella per le offerte in occasione dei 100 anni di ENI 6×8 fa 100; chi spiega a mia nipote, che le tabelline non le impara, che 6×8=48 e che forse ha ragione lei a non capire perché deve studiare una cosa che non è neanche una certezza?

Ok, spengo la televisione e passo oltre.

Ma ecco profilarsi un’altra rottura; non ricordo di avervi ancora detto che alla metà di febbraio ho cambiato il gestore di energia elettrica e gas poiché ENEL Energia mi stava dilapidando. Da una decina di giorni, avvicinandosi il 1° aprile, data del subentro del nuovo gestore da me scelto (e che sicuramente dovrò cambiare tra due anni, cioè allo scadere dell’offerta attuale per i nuovi clienti per via del meccanismo “pollo sei mio, ora ti spello”) si materializzano dalle 40 alle 50 telefonate “spam” al giorno. I primi giorni credevo di impazzire, ora lascio il telefono silenziato, specialmente in alcune fasce orarie, avendo avvertito di ciò parenti e amici. Guardo periodicamente il cellulare e richiamo coloro dei quali non ho sentito la telefonata. Blocco i numeri, ma – mistero della fede! – richiamano anche da numeri che credevo bloccati.

Si può campar così? Possibile che nessuna autorità garante di qualche cosa possa far nulla contro questa sciagura telefonica? Tra l’altro questi che chiamano credo lo facciano per tentare di sbarcarci il lunario perciò preferisco non rispondere piuttosto che infierire. Spero però che finisca presto.

Stasera “Stabat Mater” di F.J. Haydn, nella Basilica di San Magno a Legnano; Concerto per la Quaresima dell’Accademia e Coro “AMADEUS”, grande Istituzione musicale di Rescaldina (MI) che seguo da anni. Sono già in estasi, poi vi racconterò.

Domani invece Domenica delle Palme; Santa Messa a Varese nella Basilica di San Vittore e rametto d’ulivo da portare a casa. Tradizione per me irrinunciabile, vissuta fin dalla più tenera età e perciò anche portatrice di tanti bei ricordi.

Mercoledì arriva Rita; mi sembra di non vederla da tanto anche se in realtà è trascorso poco più di un mese da quando son tornata da Roma; starà con noi fino al 10 aprile, perdendo, ahimè, tre giorni di scuola, ma non potevamo fare proprio fare diversamente. Poi andremo tutti a Roma perché sabato 11 aprile ci sarà il suo Battesimo. Sì, Rita non è stata battezzata da neonata; i suoi genitori hanno coerentemente – visto che non sono praticanti – optato per una libera scelta della bambina che ora lo ha chiesto. Ha quasi nove anni e perciò non so dirvi con quanta consapevolezza desideri essere battezzata; può darsi sia sotto l’onda trascinante dei suoi compagni di scuola che si stanno preparando a ricevere i Sacramenti successivi (Confessione e Comunione), ma tant’è: anche Rita sta seguendo il catechismo, sempre per sua scelta; è dunque giusto che chiuda un percorso che lei stessa ha voluto intraprendere.

Per oggi termino qui il mio racconto. Vi auguro una buona e riposante domenica e vi rimando al prossimo “diario del giorno”.

P.S. 1) Ricordatevi di mandare avanti le lancette degli orologi (quelli radiocontrollati vanno in automatico), che torna l’ora legale.

P.S. 2) Mentre mangiavo un boccone veloce ho guardato in tv L’Eredità, il programma quotidiano del tardo pomeriggio e alla domanda “Città piemontese del gianduiotto (e di un’altra cosa che non ricordo, ma non è questo il problema) il concorrente ha risposto: “Terni”. No, davvero la tv non si può guardare.

 

 

 

 

 

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