21 aprile e 2 maggio

Lunedì 21 aprile

Buona sera, eccomi qua, quasi risorta direi! In via di guarigione – almeno così pare – da una bruttissima bronchite asmatica interstiziale. Non stavo così male da…neanche mi ricordo, forse mai. Ero partita per Roma (Battesimo Rita, ricordate?) con febbre, mal di gola e bombata di aspirine che ho continuato a prendere durante il soggiorno romano; ma evidentemente non era la terapia giusta. Avevo ritenuto il mio malessere un semplice raffreddamento (il giovedì mattina nell’aula al seminterrato di Unicagnola si gelava!) seguito a una intensa sudata al “Doll House” (Centro Estetico) il giovedì pomeriggio. Vabbè sta di fatto che domenica al rientro avevo 39 di febbre ed oggi è il primo giorno in cui non è salita; ma: antibiotici – 3 al giorno da giovedì scorso e fino a tutto domani compreso – e cortisone per 5 giorni dal martedì. Ovviamente non ho potuto ripartire e Chiara di conseguenza non ha potuto raggiungere la sua meta di lavoro.

Questa cosa mi ha parecchio avvilita, ma non c’erano alternative. Io sono stata inchiodata al letto ed ora che la bronchite sta passando è rimasta una infinita stanchezza, vuoi per la febbre che è stata alta, vuoi per i tanti farmaci. Mi devo ancora riguardare.

Sapete che mi sembrava passata anche la vena di scrivere? Ma questo non solo per la bronchite. Diciamo che lo stare a letto mi ha permesso di fare una lunga introspezione dentro di me e non mi sono piaciuta. Così mi son detta: mettiamo qualche stop, cambiamo qualcosa, prendiamo le cose con un’altra filosofia; se mi butto meno nella mischia (chi me lo fa fare alla tenera età di 72 anni?) forse rilevo meno anche le tante cose che non vanno e la vena polemica si attenua. Non solo per quello che scrivo nel blog, soprattutto per me stessa. Indomita sì, tenace, progettuale ma non acida. Insomma mi era sembrato che la situazione mi fosse un po’ sfuggita di mano e che stessi affrontando i vari argomenti con una tensione interiore pesante da autogestire.

Vedremo. Sicuramente prenderò meno impegni, chiederò a me stessa meno sforzo in termini di tempo, farò in modo da non sentirmi più sempre in sfida con qualcosa. In poche parole: meno rigidità, più leggerezza.

Che poi ci riesca resta da vedere, ma almeno voglio provarci; non dico che il malessere fisico sia dipeso in tutto e per tutto dall’esaurimento scorte energetiche per il “sempre sotto pressione”, ma certamente l’organismo ha mandato i suoi inequivocabili segnali di indebolimento.

Come mi ha suggerito una mia cara amica: mi metto in modalità “risparmio energetico”!

Se continuerò a scrivere…anche questo resta da vedere.

Questo è quel che ho scritto, come vedete, il 21 aprile scorso, in un momento in cui mi sentivo di farlo e nel quale volevo anche congedarmi da voi senza sparire nel nulla.

Ma la cosa è durata poco e non ho neanche pubblicato, dicendo a me stessa:

”Vedi nei prossimi giorni. O riprendi il filo o saluti e …fine dei giochi. Lasciati il tempo per vedere se con il tornare delle forze tornerai ad avere voglia di tenere il blog”.

E così son passati molti giorni, tutti quelli che ci son voluti per poter rispondere a chi mi chiede:” Come stai adesso?”, “Un pochino meglio, grazie”!

Proprio solo un pochino meglio; naturalmente non è più un problema di bronchite, ma di forze che pare non vogliano tornare e, specialmente la mattina, la strada è tutta in salita. Una vera batosta. Sob sob….

Sono arrivata così a oggi, 2 maggio e, raccogliendo le poche energie di inizio giornata ho deciso di farmi viva. Vi chiedo ancora perdono, non è stata negligenza, ma causa di forza maggiore.

Ieri due amiche che mi hanno chiamata per avere notizie mi hanno chiesto se avessi pubblicato qualcosa; beh, non potete immaginare che spinta mi hanno dato per riprendere a scrivere!

Anche un’altra cosa mi ha indotta a dire la mia e purtroppo rientra in quella vena un pò polemica che ho nel rilevare quelle che chiamo “storture del giorno d’oggi” e che parenti e amici mi dicono che dovrei lasciar perdere, tanto non cambierò le cose. Non ce la faccio e questa cosa mi fa pensare che forse le forze stanno tornando, magari più piano quelle fisiche, prepotentemente quelle mentali.

Beh, vi dico cosa mi fa andare il sangue al cervello? L’ennesimo spot super scemo, anzi pericoloso, del marchio “Poltrone e Sofà”. Ci mancava proprio il pubblicitario idiota che partorisse lo slogan “se vuoi disegnare sul divano vieni da Poltrone e Sofà…Tanto è lavabile nella tua lavatrice”.

Sapete, ognuno è padrone di far disegnare i propri figli dove cavolo gli pare, ma sono fatti suoi; non possiamo però accettare il messaggio  del “tanto poi….” perché non è il fatto del disegnare sul divano, non solo almeno! è che con questa storia le menti più fragili o malate o deboli o chiamatele come volete, sono portate a non discernere più cosa si può e cosa non si può o non si deve fare.

E poi comunque: perché si dovrebbe disegnare sul divano? Si disegna sui fogli, sui quaderni, sugli album da disegno poggiati su tavoli, scrivanie, banchi.

Non ci sono più paletti; sottolineo: non è il fatto del divano, bensì del tutto si può fare e ….avanti così verso il disastro educativo.

Un altro aspetto non secondario: tu disegna pure sul divano, poi qualcuno che lo sfodera, lo mette in lavatrice e poi rifodera il divano ci sarà, alla faccia del rispetto per il lavoro degli altri. Anzi, se intanto che non c’è la fodera vuoi continuare a disegnare sul divano…non ci sono problemi. La fodera poi coprirà tutto. Se no alla fine cambieremo il divano.

Il consumismo è arrivato a segno, questo è quel che vuole il sistema.

Spero abbiate colto quel che ho voluto dire e se mi farete sapere la vostra ne sarò felice; ricordate la mail in calce al blog.

Chiuderei qui, ma non prima di aver rilevato che nel quadro generale ci sono altre cose che tutti cogliamo e che sono di una gravità estrema. Le esternazioni e i comportamenti di Trump che più squilibrato di così non potrebbe essere (ma non sta giocando a RISIKO) e l’odio razziale che ormai permea qualsiasi cosa e per il quale dobbiamo ringraziare il primo ministro di Israele che, mi chiedo, fino a dove vorrà spingersi.

Rimando i commenti a un prossimo incontro.

Per ora vi lascio con un grande abbraccio. Buon fine settimana e Ponte del 1° maggio.

P.S. Il Battesimo (11 aprile, ormai lontano, però non ve ne avevo parlato) è andato bene, forse non così tanto come avrei voluto. Ma credo che anche questa sensazione sia dovuta al “devo avere tutto sotto controllo” e così magari una stupidata modifica il film che mi ero fatta, lasciandomi una certa delusione.

E’ sempre stato un mio problema: l’attesa dell’evento è la parte più bella, almeno nella mia testa, al punto che se poi qualcosa cambia relativamente alle aspettative mi sembra che l’evento sia riuscito a metà!

Vabbè, lavorerò anche su questo.

 

 

 

 

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