13 febbraio

Venerdì 13 febbraio

Ebbene sì, ho pubblicato ieri ed oggi sono di nuovo a scrivere. Quando si dice “essere in vena”….

Il destro me lo offrono le notizie dei telegiornali RAI. Una, quella sul generale Vannacci, la passano anche gli altri; quell’ altra, ormai quotidiana, sul Festival di Sanremo e sugli annunci di Carlo Conti la si sente solo sui notiziari RAI, per ovvie ragioni.

Allora: qualcuno è così tanto interessato alle vicende politiche del generale Vannacci? Vogliamo metterci un bel “ma chi se ne frega” se ha fatto il volta gabbana? Io puntualizzerei piuttosto sulla dabbenaggine di Matteo Salvini e soci allorquando si son fatti infinocchiare da sto personaggio (a qualifica del quale avrei molti aggettivi, ma devo astenermi se no sarei passibile di denuncia) che era in cerca di, vogliamo dire, un posto al sole (utilizzando il titolo della celebre e longeva “soap”)? Ma come, la sa così lunga il buon Matteo, ha sempre un piglio della serie: io difficilmente mi sbaglio! e poi come un babbeo qualunque prende un granchio grande come una casa.

Trovo anche più scandaloso che in Italia sia consentito – nel corso della legislatura – cambiare bandiera come fosse una maglietta. Eh, troppo comodo. Chi ha votato “chi” spero lo abbia fatto sulla base di un programma elettorale, di un’idea politica, di un ambito di azione. E mo’, in corso d’opera, si ritrova il tizio votato, ma soprattutto eletto, a fianco di un altro tizio che ha usato un certo sodalizio politico come trampolino di lancio per fatti suoi. Come dire: “il mio voto è andato a puttane”! Che già questa sensazione è di facile insorgenza in condizioni normali pensate un po’ con la partita a scacchi.

A parte questo smacco elettorale per il resto non credo sia il caso di soffermarsi troppo sul futuro politico del nuovo partito di Vannacci. Ho ancora tanta fiducia nei miei connazionali al punto da sperare che le ambizioni politiche dell’ex alto in grado dell’esercito italiano durino da Natale a Santo Stefano.

E arriviamo al Festival di Sanremo. Di questa manifestazione ho ricordi bellissimi che si fermano al 1973 circa; poi diventano ricordi belli per un’altra decina d’anni. Poi onestamente la cosa non mi ha interessata più di tanto, sicuramente non al punto da attenderla come un evento “chissàquale” e, infine, negli ultimi dieci anni è diventata proprio un incubo.

Tenete presente che io sono nata nel 1953 (e qualcuno dirà per l’appunto che sta parlando la vecchia retorica, non fa niente) perciò quando ho cominciato a seguire il Festival, questo durava tre giorni durante i quali – a parte il sabato che era già consentito di default – noi bambini potevamo stare alzati anche il giovedì (1^ serata) e il venerdì (2^ serata); la sera di sabato (finale) tutta la famiglia si radunava nel salotto dei nonni per vederla e la nonna preparava i bignè (qualcuno li chiama tortelli, altri castagnole) che come li faceva lei non li ho mai più mangiati! Ed era veramente uno spettacolo bello, anche se le canzoni non piacevano subito subito, ma poi, sentendole e risentendole, sì, diventavano successi e scandivano la nostra vita.

Il festival durava il giusto, non era preceduto dal “battage” pubblicitario cui assistiamo da un po’ di anni a questa parte, i suoi conduttori interpretavano il loro ruolo con misura e chi voleva vedere il Festival lo vedeva; e così erano davvero pochi quelli che non lo vedevano.

Ora lo dobbiamo vedere per forza, secondo loro, e mi sa che a molti è diventato antipatico, come a me. A inizio inverno cominciano a tritarci le palle con il conduttore di turno, scusate, volevo dire il direttore artistico, del quale manca che ci raccontino quante volte al giorno …..ci siamo capiti. E adesso non c’è sera in cui il TG 1 non ci faccia vedere Carlo Conti che ci comunica (ora che lo so sto meglio) chi lo affiancherà nella conduzione della prima, seconda, terza, quarta….decima giornata. Vogliamo a questo punto metterci un secondo bel “ma chi se ne frega”? Gli spettatori e i telespettatori lo scopriranno guardandolo, che bella la sorpresa! e a chi non è interessato sarà risparmiato questo stillicidio.

E poi, scusate: ma è una notizia da telegiornale? Passano gli spot sul festival e dai, se proprio non potete fare a meno di darci tutte le anticipazioni, mettete negli spot anche le comunicazioni del direttore artistico, ma non posso sentire parlare di Sanremo dopo aver visto come si vive (meglio dire come si muore) a Gaza o via dicendo.

Una cosa ancora, non un commento all’attualità, ma di grande attualità: la “consecutio temporum” (concordanza dei tempi) cioè l’insieme di norme grammaticali che regola il rapporto temporale tra il verbo della frase principale e quello della subordinata; poi,  i pronomi “gli” per il maschile e “le” per il femminile (gli ho detto/le ho detto), si studiano ancora?

Lo chiedo perché odo dire certe cose! Anche da chi non te lo aspetti, purtroppo, anche da chi la lingua italiana dovrebbe parlarla correttamente; non voglio fare di ogni erba un fascio, ma si sentono certi strafalcioni….

Vabbè finisco, ho detto quel che volevo dire. Se avete voglia di farmi sapere come la pensate in proposito mi farà piacere. [email protected]

E per chi festeggia San Valentino: Buona Festa!

 

 

 

 

 

 

Contatti

Lavoriamo insieme? Contattami

Per qualsiasi informazione o collaborazione, contattatemi ai miei recapiti.

Email