15 marzo
Domenica 15 marzo
Sto uscendo da una settimana nera, ma nera nera. Per quanto riguarda la salute, voglio precisarlo; vabbè di conseguenza anche un po’ l’umore ma, ormai lo sapete, a questo cerco sempre di “opporre resistenza”.
Sto cercando di prendere le cose con più calma, di avere un’alimentazione corretta (sempre avuto un brutto rapporto con il cibo) e stile di vita più sano. Tant’è che ieri, nonostante la giornata piovosa, sono andata a piedi a fare la spesa. Una piccola spesa nel supermercato vicino a casa; ma per me un grande passo.
Riguardo all’alimentazione ho eliminato completamente il glutine che, già avevo appurato, mi crea problemi; però siccome non sono “intollerante” – cioè se lo mangio non vado in shock anafilattico – periodicamente ci ricasco perché le cose con il glutine sono più gustose, certo; il pane “tradizionale”, di ogni tipo, mi piace tanto, la pasta con il glutine…e via dicendo. Però senza il glutine comincio a stare meglio, tanti effetti indesiderati si sono già attenuati.
Ce la metterò tutta per mantenere questi buoni propositi e spero proprio di farcela. Intanto oggi, approfittando del tempo bruttino, riposo. Lavoro un po’, questo sì, ma con distensione e mi porto avanti con i compiti.
Ho appena scambiato qualche messaggio con i compagni di corso d’inglese e pare proprio che oggi abbiano tutti – chi più chi meno, forse non proprio tutti – intenzione di “studiare”.
E Mariolina, la nostra insegnante, ha apprezzato questa intenzione.
Martedì 17, cioè dopodomani, il corso di inglese sarà anche il martedì pomeriggio. E’ bastato dire che:” certo una lezione alla settimana è un po’ pochina” che Mariolina si è attivata con la Segreteria di Unicagnola per vedere di riuscire a trovare un’aula libera in un altro giorno e, detto fatto: l’aula disponibile c’è e la nostra insegnante, fantastica!, dal 17 marzo appunto a fine anno “accademico”, ci farà lezione anche il martedì pomeriggio. E, lo voglio sottolineare, sperando nell’unica ricompensa dei nostri progressi: questo si chiama CREDERCI! Sapremo essere all’altezza.
Avevo interrotto per il pranzo; una bella carbonara con pasta senza glutine, ma buonissima! Ha cucinato il “mio” chef di fiducia, Matteo. Io sono specializzata nel riordino della cucina che, peraltro devo riconoscere, non sporca molto, lo stretto necessario.
Ora sono qui e vi racconto che, nel dopo pranzo, facendo “zapping” dopo i TG3 (regionale e nazionale) in attesa del mio amato “Kilimangiaro” mi sono imbattuta in Piccolo Mondo Antico. Ne sono state fatte diverse edizioni cinematografiche; a partire da quella del 1949 (regia di Mario Soldati) nella quale, mi raccontava la mia mamma, tante persone della sua età che ormai, come lei, non ci sono più ma che io ricordo bene, sono state reclutate come comparse, per arrivare al “remake” che ho rivisto oggi.
Anno 2000, regia di Cinzia Ph Torrini, con Alessandro Gassmann, Claudia Pandolfi, Renato Carpentieri, Enrico Beruschi, l’indimenticata Virna Lisi, e tanti altri bravi attori che hanno costituito un grande cast. E sì, l’ho guardato fino alla fine, anche “scalzando” la prima parte del Kilimangiaro del quale di solito, se posso, non perdo neanche un minuto!
Il capolavoro di Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 – 1911) si svolge sul ramo italiano del lago di Lugano, esattamente in Valsolda e sulle sue circostanti montagne con riferimenti a Porlezza e al lago di Como che sono poi i luoghi dove questo film è stato girato con estensione del set anche a Osteno, di fronte a Valsolda, un borgo (che io amo tanto) in riva al lago mantenuto molto simile a come erano i paesi lacustri negli anni 50 del 1800 in cui si svolge la trama, in assoluto stile romantico (povertà e dramma famigliare con la morte della piccola Maria – “Ombretta sdegnosa del Missipipì…”, come la piccola recitava con lo zio Piero – sullo sfondo dei moti insurrezionali in pieno Risorgimento per la liberazione del Lombardo-Veneto dalla dominazione austriaca).
E qui è scattata l’emozione, grande e indescrivibile: i miei LUOGHI del CUORE!
Perciò non sono riuscita a staccarmene.
I luoghi dove ho trascorso le mie estati di bambina, dove ho vissuto per quarant’anni, dove ho cresciuto i miei figli, dove ho lavorato; i luoghi che conosco come casa mia, la loro storia, le loro leggende, ma soprattutto le persone; e poi proprio la Valsolda dove è cominciata la mia grande esperienza di Croce Rossa che tanto ha influenzato la mia vita.
Giovedì prossimo, 19 marzo, andrò a Porlezza e siccome arrivo da Lugano passerò proprio dalla Valsolda e che bello! rivedrò i luoghi del mio cuore. Poi sarò su anche a Pasqua per alcuni giorni e me li godrò con rinnovata passione perché – magari non ci si pensa spesso – ma stare nei propri luoghi del cuore è rasserenante!
Voi l’avete un luogo del cuore?
Buona settimana.
