IL FORTE di BARD

 

11 ottobre 2025, si parte in pullman per la Valle d’Aosta con meta finale il Forte di Bard e la collegata rassegna enogastronomica “Marchè au Fort” che è il principale evento regionale di questo genere.

Il mercato trasforma l’antico borgo e il forte del XIX^ secolo in una vetrina di prodotti tipici dei quali vengono offerte degustazioni, siano essi miele, marmellate, pani e dolci, salumi (cito il celebre lardo), formaggi (es. la famosa fontina) condimenti, prodotti agricoli ecc.

La manifestazione offre anche spettacoli di animazione (canti e balli di gruppi in costume), laboratori per bambini, mostra e vendita di prodotti dell’artigianato locale.

Il viaggio è molto piacevole; io viaggio da sola e il posto accanto al mio è occupato da Rosanna, una socia UTE che non mi era mai capitato di incontrare. Dunque due perfette sconosciute; ma ci presentiamo e, come capita in queste occasioni, cominciamo a chiacchierare: “possiamo darci del tu? Tu hai già partecipato a gite come questa? Siamo fortunate, giornata splendida!” Ma abbiamo subito intuito che ci saremmo trovate in sintonia e che al di là del “pour parler” – per così dire – di rito, il nostro occasionale incontro non sarebbe rimasto tale.  E’ nata infatti una tanto bella quanto inaspettata amicizia che, mi sento di dire, ormai consolidata anche se giovane. Eccoci nella Foto 1 sulla via che scende dalla parte posteriore del Forte e che noi abbiamo percorso dopo aver visitato il maniero e pranzato (Foto 2) insieme e bene! nel ristorante posto all’interno del Forte e a cui si accede da un ampio cortile (Foto 3, 4) dove nel periodo estivo vengono allestiti spettacoli e concerti.

Torniamo alla gita.

Arriviamo a destinazione poco dopo le 10 e prima della discesa verso valle possiamo godere della vista del borgo di Bard, tranquillamente adagiato tra le prime vette di questa piccola e montagnosa regione. (Foto 5, 6)

All’imbocco dell’ultimo tornante ci appare in tutta la sua grandezza il Forte, imponente e maestoso. (foto 7, 8)

Un po’ di storia, così come ci ha resi edotti la nostra guida “storica”, Valentina.

La particolare posizione della rocca dov’è situato il forte, lungo il corso della Dora Baltea, permise in passato un agevole controllo del passaggio in entrambe le direttrici, tra la Pianura Padana e la Savoia.

Il forte viene spesso nominato nelle cronache altomedievali dei viaggiatori celebri, che percorsero la Valle d’Aosta e che restavano meravigliati dalla sua perfezione strategica: nel 1034 il forte venne definito “inexpugnabile oppidum”; all’epoca era sotto il dominio di Boso, visconte di Aosta, e i suoi successori ne restarono in possesso fino a metà del XIII secolo.

Successivamente, fu occupato dalla potente signoria feudale dei Bard, conti locali probabilmente alle dipendenze del vescovado di Aosta. Ugo fu l’ultimo discendente della famiglia dei Bard a presidiare il castello: intorno alla metà del Duecento Amedeo IV di Savoia volle avere personalmente il controllo del forte, impossessandosene e piazzandovi un’imponente guarnigione. Il Castello fu in seguito a lungo sotto il dominio dei Savoia.

Nel 1661 Carlo Emanuele II, duca di Savoia, vi fece installare il presidio del ducato nella Valle. Inoltre, ulteriori opere di consolidamento e potenziamento delle strutture difensive furono poi portate a termine nel XVII e nel XVIII secolo.

La fortezza accrebbe la sua fama quando nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, Vittorio Amedeo II di Savoia riuscì ad ostacolare la discesa in Italia dei francesi.

Accrebbe ancora nel 1800, quando ad essere fermato dall’avamposto difensivo dell’esercito austro-piemontese fu nientemeno che Napoleone Bonaparte durante la Campagna d’Italia. L’aver tenuto ottimamente testa ai francesi, ne decretò la propria rovina: il “vilain castel de Bard” fu raso al suolo per ordine dello stesso Napoleone, indispettito dalla strenua resistenza dei soldati italiani ed austriaci che gli avevano procurato una simile onta.

Dovevano passare trent’anni perché Carlo Felice di Savoia, nel timore di nuove aggressioni da parte francese, affidasse il compito di redigere un progetto di ricostruzione all’ingegnere militare Antonio Francesco Olivero: i lavori di riedificazione si protrassero per otto anni, dal 1830 al 1838, consentendo la realizzazione di diversi corpi di fabbrica (chiamate OPERE) disposti su piani differenti: poste più in basso, su due distinti livelli e ideate a forma di tenaglia, l’Opera Ferdinando e l’Opera Mortai; nella parte centrale, l’Opera Vittorio; più in alto, l’Opera Gola e l’Opera Carlo Alberto.

I soldati che potevano essere ospitati nelle 283 stanze del forte erano 416 (il doppio nel caso di utilizzo di giacigli a terra). Il tutto prevedeva inoltre la costruzione di 176 locali di servizio affacciati su un vasto cortile interno che doveva funzionare da piazza d’armi. Il sistema di strutture autonome e dotate di casematte a protezione garantiva una difesa reciproca in caso di attacco. Munizioni e provviste di cibo per tre mesi erano custodite in ampi magazzini ubicati presso l’Opera Mortai, anch’essi vigilati come il resto della fortezza – da una cinquantina di cannoni.

Caduto in disuso dalla fine del XIX secolo, il forte fu poi adibito a carcere militare e, successivamente fino al 1975 a polveriera dell’Esercito Italiano, dopodiché la proprietà passò alla Regione Autonoma Valle d’Aosta. (Foto 9, 10, 11)

I lavori di restauro sono durati oltre dieci anni e nel 2006 è stato aperto il primo dei Musei ora presenti nella struttura: il Museo delle Alpi. 

Il polo museale è suddiviso secondo la geografia dei diversi corpi di fabbrica e attualmente comprende le seguenti sezioni:

  • Museo delle Alpi: si trova nell’Opera Carlo Alberto(piano terra e primo piano);
  • Museo del forte: nell’Opera Ferdinando Superiore(piano terra): il nuovo Museo è aperto dal 2017 ed è dedicato alla storia delle fortezze, alle tecniche difensive e all’evoluzione del concetto di frontiera nei tempi di pace;
  • Le Alpi dei ragazzi e la Scala del tempo: nell’Opera Vittorio(piano terra): aperto nel 2007, percorso di immagini e suoni tesi a rievocare i principali eventi storici delle Alpi occidentali;
  • spazi espositivi per mostre temporanee, il Vallée Culture, centro di informazioni e di promozione del patrimonio culturale e artistico valdostano: nell’Opera Carlo Alberto(piano terra);
  • Prigioni: nell’Opera Carlo Alberto(piano interrato). Le Prigioni ospitano un percorso storico architettonico incentrato sulla ricostruzione delle diverse fasi di sviluppo architettonico del Forte di Bard dal castello medievale alla rocca ottocentesca. Inoltre le prigioni celebrano alcuni dei grandi personaggi che hanno caratterizzato il Forte come Napoleone Bonaparte, Camilo Benso conte di Cavour, Henry Beyle (Stendhal) e l’architetto Olivero;
  • Spazi per musica e teatro all’aperto: cortili nell’Opera Carlo Albertoe nell’Opera di Gola;
  • Sale per conferenze: nell’Opera Carlo Alberto (Sala degli Archi Candidi e Sala Olivero);
  • Area per le scuole con aula didattica per lezioni, incontri e proiezioni: nell’Opera Mortai e Polveriera;

E non è tutto; il forte di Bard è al centro della scena iniziale del film Avengers: Age of Ultron, diretto da Joss Whedon. Nel film il forte viene presentato come base segreta della fittizia organizzazione nota come HYDRA, e viene collocato nell’immaginaria nazione europea di Sokovia.

Ora in uno spazio di passaggio per i visitatori sono posizionate le statue di alcuni dei personaggi del film. (Foto 12, 13)

Inoltre nel 2018 il forte di Bard fu set cinematografico per alcune scene presenti nel film Non è mai passato di Christian Orlandi.

Il Forte di Bard è privo di barriere architettoniche e ogni livello è raggiungibile con ascensori o percorsi pedonali dotati di rampe: è pertanto possibile l’accesso in forma autonoma a tutti i visitatori.

Al centro del borgo, sulla strada per arrivare agli ascensori e all’inizio del percorso pedonale si incontra la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (Foto 14) con la bella facciata in stile neoclassico e al cui interno è custodita una grande campana – datata 1389 – tra le più antiche della Valle d’Aosta.

Dal Forte, inutile dirlo, si gode una fantastica vista sull’antico e davvero caratteristico Bordo medioevale di Bard (Foto 15) al quale giungiamo, dopo la bella passeggiata del dopo pranzo, per ricongiungerci al gruppo UTE e fare visita con conseguente quanto inevitabile shopping “au Marchè”.

All’interno del paesino lungo e stretto si possono vedere le caratteristiche e antiche case di montagna (Foto 16) che affiancano la via principale affollata di gente (Foto 17, 18) in un festoso andirivieni di turisti che visitano i negozi di artigianato (Foto 19), assaporano i prodotti locali profittando degli assaggi offerti dalle tante bancarelle, vetrine per le aziende locali di prodotti agro alimentari, acquistano e, sulla via del ritorno verso i pullmann, siamo tutti – chi più chi meno – carichi di borse.

Si è fatta l’ora di tornare a casa e infatti il flusso dei visitatori si fa più intenso verso i parcheggi; comincia a fare buio e, veramente, anche a rannuvolarsi. Ma la giornata è stata fantastica ed anzi, ripartiamo con meno rimpianto sotto un cielo che sta diventando plumbeo.

Un ultimo sguardo dal basso all’affascinante e sempre più lontano Forte di Bard (Foto 20) e ci godremo il viaggio di ritorno magari schiacciando un pisolino

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